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Codice Deontologico

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La professione veterinaria è una professione intellettuale.


Definizione di Professione Intellettuale:
La prestazione intellettuale implica sempre la soluzione di un problema sulla base di un sapere è, quindi, una prestazione che confronta un sapere ad un problema. Tale prestazione ha, quale carattere principale, l’impiego di intelligenza e cultura in misura prevalente rispetto all’uso di un eventuale lavoro manuale. (Vincenzo Sciacca)
Cosa mai vorrà dire questo, in pratica? Tante cose… 
prima di tutto che, essendo quella del veterinario una professione intellettuale, il costo della prestazione è attribuibile in maniera prevalente al lavoro intellettuale ed in minor misura a quello manuale. Praticamente, di una visita, il cliente sta pagando in piccola misura la terapia, e in gran parte il lavoro intellettuale che è alla base di quella decisione terapeutica.
Vuol dire anche che se il professionista visita un animale e lo ritiene sano e quindi non prescrive alcuna terapia, non è che “ non ha fatto niente e mi ha fatto pagare lo stesso”, si è fatto regolarmente pagare per la sua prestazione intellettuale e in minor misura per le manualità relative alla visita clinica..
Vuole ancora dire che se il veterinario è in ferie, oppure è domenica, natale, capodanno, le 3 del mattino… ed il cliente chiama, o manda un messaggio o tenta di chattare su FB perché ha bisogno di un “consiglio”, sta chiedendo una prestazione professionale, perché la richiesta di quel consiglio, parere, quesito, provocherà la ricerca della soluzione al problema da parte del professionista, e quindi esattamente il suo lavoro, che eventualmente andrebbe retribuito, qualora il professionista decidesse di lavorare ugualmente anche se è in ferie, è domenica, sono le 3 del mattino ecc. ecc.
Per dare quel consiglio, inoltre, il professionista ha studiato per conseguire la laurea, studiato per la /e specializzazione/i, e continua a studiare per aggiornarsi sulle nuove patologie, sulle nuove terapie e sui nuovi animali da compagnia. Ciò ha comportato e comporta un dispendio economico e, soprattutto,di tempo, spesso rubato agli affetti familiari, e non avrebbe alcun senso farlo se questo non fosse adeguatamente retribuito.
Infine, il fatto che la maggior parte dei veterinari (non tutti), fa questo mestiere anche perché ama gli animali, non vuol dire che ogni mese non debba pagare le bollette, la benzina, le tasse, gli aggiornamenti, l’iscrizione all’ordine, la cassa di previdenza…. Ogni lavoratore ha il sacrosanto diritto di essere retribuito, perché mai l’amore per il proprio lavoro dovrebbe essere una scusa per non esserlo?